La Roma dei romanisti
previous arrow
next arrow

Prossimi appuntamenti

  • Venerdì 27 febbraio - ore 17,00

    di Rossella Santilli

     

    l'autrice dialoga all'interno del programma

     

    DOVE ANDIAMO: LUOGHI DI RIFUGIO E MIGRANTI UMANI E NON

     

    Sala Tosi - Casa internazionale delle donne - Via della Lungara 19 - Roma

  • Venerdì 27 febbraio - ore 19,00

    di Cecilia Mastrantonio

     

    l'autrice ne discute con 

     

    Giuliana Sgrena

     

    Introduce Lucia Visca

    Modera Nadia Pizzuti

     

    Sala Ingargiola - Casa internazionale delle donne - Via della Lungara 19 - Roma

  • Domenica 1 marzo - ore 16,00

    di Eva Panitteri

     

    l'autrice ne dialoga all'interno del programma

     

    DONNE E AMBIENTE: TRA CULTURA E COLTURA

     

     

    Sala Tosi - Casa internazionale delle donne - Via della Lungara 19 - Roma

  • Domenica 1 marzo - ore 18,00

    di Susanna Di Vincenzo

     

    l'autrice ne dialoga con 

    Elena L. Pasquini

     

    alle ore 19 laboratorio esperienziale con

    Claudia Peverini

     

     

    Magazzino Scipioni - Via degli Scipioni 30 - Roma

da Bella Gente, gente comune

Per quasi 15 anni, lavorando al TgrLazio, ho battuto in lungo e largo, seguendo la cronaca, Roma e tutta la regione.
La Capitale, afflitta da mille problemi, balzata alle cronache nazionali per tanti delitti, blitz delle forze dell’ordine, arresti eccellenti, manifestazioni di protesta, nasconde però un volto meno conosciuto ma che ho avuto la possibilità di svelare.
Un volto-mosaico di tante facce di persone che nelle periferie come nei Rioni del centro storico lavorano per il bene comune.

Un “lavoro” di solidarietà e di sostegno ad altri cittadini, creando comunità, spesso schiacciata dal peso dell’essere lontani dal centro e per questo dimenticati.

da Donne di un altro mondo

La manifestazione volgeva verso un epilogo prevedibile e cruento, quando all’improvviso, udendo dietro di sé uno scalpiccio di zoccoli, Angelo aveva visto Fina in groppa a un mulo, con una bandiera rossa in mano, affrettarsi verso il corteo dei braccianti alla testa di un gruppetto di donne affannate e scarmigliate. Qualcuna teneva un bambino per mano. Con loro, Fina era andata a mettersi in prima fila, davanti agli uomini. Avevano visto i carabinieri, che già avanzavano ad armi spiegate, esitare e poi indietreggiare. Il capitano, un giovanotto biondo e allampanato, temendo che per una strage di donne e bambini inermi sarebbe stato l’unico a pagare il conto, e consapevole che la sua brillante carriera sarebbe finita nell’ignominia, aveva ordinato la ritirata.

Iscriviti alla Newsletter di All Around